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sabato 30 maggio 2009

Come cucire un cuscino senza cerniera


Adoro i cuscini, come già si è capito, ma sinceramente non amo molto inserire la cerniera, così finalmente ho seguito il progetto di Lena Corwin consigliato sul suo libro "Printing by Hand: A Modern Guide to Printing with Handmade Stamps, Stencils, and Silk Screens", di cui più volte ho parlato qui e qui.
La mia creazione nasce però da un percorso un pò più lungo, infatti, sono partita dallo stampare la stoffa;

naturalmente non poteva mancare la parte per me più stimolante, ovvero, disegnare il pattern e creare con la gomma crepla il timbro.

Il tessuto che ho scelto è un lino color grigio-sabbia. il colore per stampare invece un verde pavone.
Imbottitura cuscino: 45 x 45 cm.
Tagliare il tessuto: 50 x 130 cm.
Prima di tutto rifinire i bordi del tessuto con punto zig-zag per non farlo sfilare; piegare di ca. 1,5 cm. i lati corti della stoffa (quelli cm. 50) per fare un piccolo piegone, avendo cura di stiralo bene e cucirlo.

A questo punto bisogna adagiare il tessuto dal lato con la stampa verticalmente, piegare verso il basso il lato superiore di ca. 53 cm. e fissare con gli spilli. Dopo piegare in su anche il lato inferiore di ca. 32 cm. (io per sicurezza ho prima messo l'imbottitura dentro per vedere con precisione di quanto piegare questo lato), fissare con gli spilli e cucire i due lati aperti.
Ricordarsi d'inserire l'etichetta sul lato sinistro, mettendola al contrario con la lettera iniziale o il simbolo rivolto verso l'alto e fissare con uno spillo.

... mi sa che vi faccio un disegno!!!

Si capisce meglio??? B0h!!!
Continuiamo: rivoltare la fodera, insistendo bene sugli angoli, poi stirare soprattutto le cuciture, infilare l'imbottitura et voilà, il gioco è fatto...

Ah, dimenticavo, per giocare ancora un po' con i colori ho cucito con il filo verdone intorno alla fodera un bordino di 2 cm. Ecco come si presenta la chiusura senza cucitura di dietro.

giovedì 13 novembre 2008

La sedia della nonna diventa shabby chic

Uno dei tanti mobili portato a casa nostra quando mia nonna è morta è proprio questa vecchia sedia di vimini, dove lei sedeva ogni giorno per lavorare all'uncinetto, vedere la tv o semplicemente riposare. Per me, che adoravo mia nonna, quella sedia è tutto.

Se chiudo gli occhi la vedo ancora seduta li: vicino la porta-finestra con le sue braccia tese pronte ad abbracciarmi.
Questa sedia è ormai da anni la "mia sedia": dove mi sono seduta per ore a studiare, a progettare, creare ed appoggiare vestiti, coperte e cuscini andando a letto.
Qualche settimana fa ho pensato che potevo donarle una nuova vita - diciamolo quel terribile color paglierino tipico del vimini è inguardabile.
Così, perché non tingerla di bianco facendole mantenere un aspetto romantico che parla di qualcosa che è trascorso ma è ancora carico di dolci ricordi?
E allora pennelli, vernice, carta vetrata; ho cucito poi un cuscino con della stoffa comprata quest'estate al mercato ed eccola qui la mia Sedia della Nonna dal sapore Shabby Chic.

a mia nonna Franca

lunedì 6 ottobre 2008

shabby chic

...ovvero trasandato elegante. Nome scelto dalla designer americana Rachel Ashwell ad indicare uno stile che predilige colori tenui e sbiaditi, mobili ed oggetti vissuti che racchiudono e parlano di ricordi ed anni ormai trascorsi; si rovista in soffitta, nei mercatini dell'usato o si comprano mobili nuovi donando loro un finto ma romantico passato.



Casa, dolce casa... quando un giorno finalmente potrò averti, ti immagino proprio così. Giorno dopo giorno ti farò crescere concretizzando, spero, almeno alcuni dei tanti progetti che mi frullano nel cervello per farti diventare il mio agognato nido shabby chic.

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